Necrosi asettica delle ossa: ossigeno iperbarico o protesi?

La patologia più trattata al Centro Iperbarico di Ravenna nel mese di settembre è stata la necrosi asettica delle ossa, con pazienti provenienti soprattutto da Ravenna, Imola  e Cesena.
Abbiamo chiesto al dr. Moreno Pozza di spiegarci meglio di che malattia si tratta, chi colpisce, come si riconosce e soprattutto come viene curata dallo staff del Centro Iperbarico di Ravenna
La necrosi ossea asettica è una malattia caratterizzata dal riassorbimento della struttura ossea secondaria a una drastica riduzione dell’apporto dell’ossigeno. Interessa prevalentemente gli uomini dai 20 ai 60 anni. Le ossa più colpite sono quelle appartenenti alle articolazioni dell’anca, del ginocchio, della spalla, della caviglia e le piccole ossa delle mani e dei piedi. Le necrosi ossee più frequenti riguardano la testa del femore e i condili femorali.

Per la necrosi della testa del femore, solitamente il sintomo di esordio è il dolore con insorgenza improvvisa, riferito all’inguine, irradiato alla faccia anteriore o anteromediale della coscia, a volte anche al gluteo. Il dolore è spesso presente anche a riposo ma il carico e la deambulazione lo aggravano significativamente. La diagnosi definitiva è strumentale (prevalentemente tramite la risonanza magnetica). La diagnosi differenziale include artrosi, fratture da stress, artriti settiche, dolori neurologici, sinoviti, borsiti dello psoas.

Le cause possono essere molteplici e riconducibili a condizioni di natura traumatica o non traumatica (dove la patogenesi è spesso difficile da definire). Molte necrosi ossee, definite un tempo idiopatiche, spesso sono dovute a turbe della coagulazione non diagnosticate. Le osteonecrosi secondarie spesso sono dovute ad assunzione cronica di cortisone.

L’ossigenoterapia iperbarica è indicata nel trattamento di questa patologia soprattutto nelle fasi iniziali (stadio 1–2A e 2B di Ficat e stadio 1-2 di Steinberg)). Vengono prescritte quaranta sedute di ossigenoterapia iperbarica con frequenza quotidiana, le prime venti a 2,5 ATA (stimolazione degli osteoclasti che rimaneggiano l’osso e la formazione dei canali Haversiani dove circola il sangue), le seconde venti a 2,2 ATA (stimolazione degli osteoblasti che stimola la formazione di nuovi vasi sanguigni e la formazione di nuovo osso). Ogni trattamento dura novanta minuti.

Le terapie coadiuvanti sono: farmaci (bifosfonati e sali di stronzio); scarico posturale; riabilitazione in acqua per migliorare il trofismo muscolare e facilitare la ripresa del carico posturale; magnetoterapia a bassa intensità per 6-8 ore al giorno (frequenza 75 Hz, intensità 22-28 Gauss, potenza elettrica 220-240 Volt, segnale 2,2-2,5 millivolt).

Due mesi dopo il termine dell’ossigenoterapia iperbarica è prevista una risonanza magnetica di controllo. In base a tale esame si decide se intraprendere un successivo ciclo di venti sedute a 2,2 ATA per la durata di novanta minuti.

Dott. Moreno Pozza

0 commenti a “Necrosi asettica delle ossa: ossigeno iperbarico o protesi?

  1. Giorgio Montelatici on

    Da diagnosi all’anca destra (lastre e successivamente una risonanza magnetica al bacino) mi è stata riscontrata una necrosi alla testa del femore destro e un assottigliamento della cartilagine.
    A Milano ho fatto 3 visite da medici ortopedici e nessuno si è sentito in dovere di consiglarmi preventivamente una terapia in camera iperbarica ma di prenotarmi subito per una operazione all’anca con innesto di protesi.
    Ho 57 anni, non mi spaventa l’operazione in sè ma se solo esiste una possibilità con la camera iperbarica per un miglioramento la vorrei provare. Cordiali saluti. Giorgio Montelatici

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  2. Pasquale Longobardi on

    caro Giorgio, ti ringrazio per l’attenzione. E’ un tuo diritto conoscere le diverse opportunità terapeutiche e scegliere la terapia che riterrai più appropriata sia per la cura della patologia che in relazione alla tua vita professionale e sociale (è il “consenso informato”).

    La ossigenoterapia iperbarica potrebbe essere utile se il danno ischemico alla testa del femore destro (“necrosi ossea asettica”) rientri entro lo stadio II della classificazione di Steimberg (cioè se l’edema interessa il 30% della testa del femore senza deformazione).

    CLASSIFICAZIONE STEINBERG NECROSI CEFALICA FEMORALE
    stadio 0 Normale con Rx, TAC o RMN non diagnostiche
    stadio I Rx normale, TAC o RMN patologiche
    A – Lieve (< 15% della testa) B – Medio (15% - 30%) C – Grave (> 30%)
    stadio II Variazioni sclerotiche o lesioni cistiche
    A – Lieve (< 15%) B – Medio (15% - 30%) C – Grave (> 30%)
    nota: gli stadi successivi (che non riporto) prevedono la deformazione dell’osso

    Per quanto riguarda il danno alla cartilagine, è importante che sia conservato lo spazio tra la testa del femore e l’acetabolo dell’osso iliaco (si vede nella radiografia del bacino).

    In caso che siano rispettati questi parametri di inclusione, la ossigenoterapia iperbarica (insieme ai farmaci, alla terapia fisica, alla riabilitazione in acqua) è una scelta efficace per evitare (o, alla peggio, procrastinare) la protesi data la tua età e aspettativa di vita.

    Presso il Centro iperbarico Ravenna eseguiamo un ciclo di trenta sedute di ossigenoterapia iperbarica (due sedure al giorno per due settimane e mezza), associando la terapia fisica e la riabilitazione in acqua. Per informazioni contatta la segreteria (0544-500152).

    Nel sito della Società Italiana Medicina Subacquea e Iperbarica (SIMSI) http://www.simsi.org troverai, sulla destra, il link “centri iperbarici” dove potrai rintracciare il Centro iperbarico a te più vicino.

    ciao, Pasquale

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    • Klarida Hoxha on

      Caro Matteo, in letteratura sono stati riportati rari casi di osteonecrosi multipla idiopatica in più membri di una stessa famiglia , il che suggerisce che in alcuni casi vi possa essere una predisposizione ereditaria. Principalmente però i fattori di rischio sono traumi, uso eccessivo di alcolici, terapie con cortisone e derivati, iperuricemia e gotta, malattie dell’ emoglobina.
      Restiamo a disposizione, Klarida

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  3. tina on

    Buon giorno mi chiamo Tina e due anni e mezzo fa ho avuto il primo episodio di necrosi del condilo femorale dx, oggi lo stesso ma a sx,i medici mi dicono che e’ lo stress che mi procura la nechosi che curo con Nerixia e magnetoterapia per 30 giorni e per oltre 10 ore al giorno.Vorrei sapere se posso prevenire facendo un ciclo di magnetoterapia ogni sei mesi.Tina

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    • Pasquale Longobardi on

      cara Tina, ti ringrazio per l’attenzione. Accidenti ai medici che danno sempre la colpa allo stress! Non centra nulla, se per stress si intende quello della vita moderna (troppi impegni, lavoro, famiglia, pensieri vari). Invece è corretto dire che le ossa della coscia (femore), del ginocchio, della caviglia e del piede sono sensibili a “stress”, inteso come evento anomalo, tipo il fumo, il sovrappeso, precedenti traumi, una alterata posizione nello spazio (postura) che può essere dovuta a problemi con i denti, ad artrosi delle ossa del collo o della schiena, a un arto più corto di un alto e altro.
      Il Centro iperbarico Ravenna, prevede la valutazione del fisiatra (dr. Francesco Fontana) che con la visita medica (alla quale è necessario portare le radiografie delle anche e del ginocchio eseguite negli ultimi sei mesi) e l’utilizzo di strumenti, come la teletermografia computerizzata, riesce a impostare un corretto percorso di diagnosi e cura.
      Per eventuale appuntamento, contatta la segreteria del Centro iperbarico Ravenna 0544-500152, email: direzione@iperbaricoravenna.it. Ciao, Pasquale

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  4. Sara on

    Buonasera,
    sono una ragazza di 25 anni. Studentessa d’infermieristica.
    Premetto che non ho mai avuto incidenti, o traumi al bacino o al femore.
    Tuttuvia negli ultimi 6 mesi un dolore all’inguine si è intensificato enormemente. sopratutto quando effettuavo il tirocinio infermieristico o in vacanza quando camminavo ore e ore, ponendo ovviamente sotto carico gli arti inferiori (preciso che sono normo peso 52kg per 1,66m).
    Mi indirizzarono inizialmente da un fisioterapista-posturologo, pensando potesse essere una questione di lombo-sciatalgia.
    Dopo un mese di sedute ogni settimana di anti-ginnastica, un week-end passeggiando il dolore si è presentato intenso fino a convincermi a prendere Tachipirina.
    Ho effettuato privatamente una RM di testa mia all’anca DX. Sia il radiologo che successivamente l’ortopedico ha confermato la diagnosi di Osteonecrosi alla testa del Femore di 2cm, in sede subcondrale. Sembra inoltre osservarsi una live depressione ossea a tale livello. La rima articolare è normalmente ampia(cit. referto RM) .
    Mi hanno prescritto l’ossigenoterapia iperbarica, stampelle per due mesi per evitare carichi, magnetoterapia, cyclette idro-kinesi.
    Avendo effettuato consulenza private per richiedere il ciclo d’iperbarica con la muta mi sono dovuta rivolgere per visite con medici dell’ospedale. Il seguente medico mi ha indicato solo20 sedute, la risonanza non l’ha neanche guardata!
    Inoltre sono residente a Riccione, mi consigliavano Ravenna come primis ma ho saputo che a San Marino hanno da un anno la camera iperbarica.
    Ma nessuno mi ha per ora prescritto farmaci. Mi verranno prescritti quando dovrò iniziare l’ossigenoterapia?
    Mi scuso delle lunghe domande che pongo ma un pò di ansia c’è.
    Oggi non effettuando carico particolare, muovendomi con le stampelle (ma ancora non ho iniziato terapie altre) ho un dolore lombare, può essere dato dalla necrosi, o dalla postura magari sbagliata con le stampelle? mi consiglia di fare altre risonanze, lastre (la mia documentazione risale solo a meno di una settimana fa, e una sola risonanza all’anca dolorante DX).
    Cordiali saluti
    Sara

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  5. Klarida Hoxha on

    Cara Sara, ci auguriamo vivamente che lei abbia risolto il suo problema.
    Le giro la risposta che il dott. Longobardi ha scritto per descrivere il percorso che attuiamo al Centro iperbarico di Ravenna. Le ricordo che la visita con il fisiatra (dott. Fontana) è gratuita.

    “Sulla base dell’esperienza ventennale e della competenza acquisita, il percorso terapeutico per favorire la rivascolarizzazione dell’osso ischemico prevede:
    – ossigenoterapia iperbarica
    – scarico ponderale: è da iniziare immediatamente
    Lo scarico deve proseguire fino al termine della terapia iperbarica (un mese circa) o fino al parere del fisiatra
    – riabilitazione in acqua. Il dr. Francesco Fontana, fisiatra esperto nella riabilitazione in acqua con il quale collaboriamo, applica una tecnica che prevede il nuoto contro un getto di acqua nella parte alta della piscina (si indossa un giubbotto di galleggiamento). L’acqua deve quindi essere utilizzata per scaricare il peso, il nuoto contro corrente serve per rafforzare il tono muscolare;
    – terapia fisica: alla terapia iperbarica si associa bene la SIT idroelettroforesi che veicola nell’articolazione l’acido ialuronico ed, eventualmente, farmaci antinfiammatori (FANS).
    – terapia farmacologica per favorire la rivascolarizzazione dell’osso.”

    Per quanto riguarda il numero delle sedute, in prima visita il nostro medico le prescrive il numero e a metà ciclo si rivaluta il paziente con una ulteriore visita di controllo.
    Restiamo a disposizione se dovesse avere altre domande.
    Il numero della nostra segreteria è 0544/500152,
    un caro saluto, Klarida

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