Incidente da decompressione? Il suggestivo racconto di Carlo


Carlo racconta la spiacevole esperienza del suo incidente da decompressione, avvenuto dopo un’immersione in Liguria. Trattato nella camera iperbarica dell’Ospedale S. Martino di Genova e poi trasferito al Centro Iperbarico di Ravenna dove è rimasto in camera iperbarica per nove ore. Tutto si è risolto completamente e lui lo racconta con la solita sagace ironia che caratterizza il suo blog con un bellissimo e divertente articolo intitolato  The Bubleeeesssss.

La tabella CX30 usata da Carlo in camera iperbarica e ...macchiata di caffè!

0 commenti a “Incidente da decompressione? Il suggestivo racconto di Carlo

  1. Antonio on

    Caro Carlo … in bocca al lupo e riprenditi presto.

    A vostro parere, quali sono le state le cause che hanno provocato l’incidente in questione? A leggere il racconto, le immersioni non erano impegnative e sono state affrontate con prudenza e cognizione di causa.

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  2. Rosario Forestieri on

    Questo a quanto pare è uno di quegli incidenti da decompressione “immeritati” che ad una prima analisi avrebbe fatto pensare ad un PFO.
    Però leggo che il doppler transcranico è negativo anche dopo Valsalva (bisogna però fare un bel Valsalva che duri almeno 10 secondi)m non ho dubbi che l’esame sia stato fatto bene.
    A questo punto bisogna prendere in considerazione quanto ci ha riportato Pasquale nel post sui computer subacquei, ossia la presenza accertata di bolle anche in circolo arterioso, dopo immersisioni con profilo “ottimale”: 24mt/30min, grado bolle 2 o 3 con presenza di bolle arteriose in 4/12 subacquei.
    Sicuramente entrano in gioco in fattori di rischio aggiuntivi, come lo stato di idratazione o lo sforzo dopo l’immersione.
    Come ho già avuto modo di dire a Pasquale, aspetto di conoscere i materiali e metodi della ricerca, anche per ripeterli personalmente su soggetti volontari ed eventualmente pubblicarli.
    Si torna a dire che l’immersione senza bolle non esiste.

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